Netanyahu chiede a B-XVI di alzare la sua voce contro l’Iran

Nel convento squadrato dei frati francescani di Nazareth, sopra le file interrotte di cipressi e palmizi, ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il primo ministro ha chiesto al Papa di “alzare la sua voce morale contro la minaccia iraniana”. L’Iran – ha detto Netanyahu – sta minando la pace in medio oriente e nel mondo.
14 MAG 09
Ultimo aggiornamento: 12:42 | 18 AGO 20
Immagine di Netanyahu chiede a B-XVI di alzare la sua voce contro l’Iran
Non è possibile sapere se Benedetto XVI ha ripetuto il suo appello a una soluzione a due stati. Se così fosse, per Netanyahu sarebbe stata la seconda volta in poche ore. Il premier in mattinata era volato sul mar Rosso, ad Aqaba, per un incontro lampo con re Abdullah di Giordania, che nell’ultima settimana è diventato il sostenitore più insistente di un piano di pace a brevissimo termine con i paesi arabi, “altrimenti sarà guerra”. Abdullah domenica scorsa era volato a Damasco per incontrare un potente dell’altro fronte, il presidente siriano Bashir al Assad e domenica – vigilia dell’incontro americano tra Netanyahu e Obama – vedrà il presidente Peres, la cui influenza sul governo è in forte ascesa.
Ieri è trapelato un messaggio che Obama ha fatto arrivare a Gerusalemme in preparazione dell’incontro: “Non attaccate l’Iran a sorpresa”. Dopo 15 minuti a porte chiuse, nella saletta Casanova sono entrate la delegazione vaticana formata dal cardinale segretario di stato Tarcisio Bertone e tre monsignori e quella israeliana di sei consiglieri, per parlare del succo diplomatico di questa visita papale: lo statuto fiscale e patrimoniale della chiesa cattolica in Terra Santa e il problema dei visti israeliani ai religiosi.